Visualizzazione post con etichetta MOZIONE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MOZIONE. Mostra tutti i post

lunedì 22 agosto 2011

MOZIONE PER L’ADESIONE DEL COMUNE DI FANO ALL’ASSOCIAZIONE “AVVISO PUBBLICO – ENTI LOCALI E REGIONI PER LA FORMAZIONE CIVILE CONTRO LE MAFIE”




Il Consiglio comunale di Fano


Premesso

- che in vaste zone del nostro Paese, un vero e proprio “contropotere” criminale si oppone alla legalità democratica. Si fonda sull'accumulo di ricchezze illegali, esercita il dominio dei più forti sui più deboli attraverso l'uso della violenza, nega i più elementari diritti di cittadinanza, tenta di piegare ai suoi scopi le istituzioni democratiche, inquina la società e l'economia;

- che l'influenza delle organizzazioni criminali non è più limitata alle tradizionali zone d'insediamento; le enormi fortune acquisite con il traffico della droga vengono reinvestite nei circuiti finanziari e penetrano nell'economia legale, nuove attività criminali danno vita ad un vorticoso giro d'affari, si stringono patti perversi con ogni forma di potere occulto e con il sistema della corruzione;

- che le mafie non sono dunque solo un problema di ordine pubblico, né costituiscono un pericolo solo per le regioni meridionali. Rappresentano la più forte insidia alla convivenza civile, alla saldezza e alla credibilità delle istituzioni democratiche, al corretto funzionamento dell'economia. Impediscono lo sviluppo della democrazia e il pieno esercizio dei diritti dei cittadini;

- che il diritto al lavoro, all'istruzione, alla sicurezza, alla giustizia non potranno essere goduti da nessuno se non si sconfigge l'illegalità organizzata. In questa battaglia, in prima fila, vi sono i corpi dello Stato, impegnati nell'azione di repressione. Ma al loro fianco, in questi anni, si è mobilitata gran parte della società civile, giovani, uomini e donne, associazioni del volontariato laico e cattolico. Un vasto variegato mondo dell'impegno civile che chiama le istituzioni, di ogni ordine e grado, a svolgere un ruolo di stimolo, di coordinamento e di sostegno all'azione di contrasto alla criminalità;

Considerato

- che il 1 luglio 2011 la stampa locale ha riportato la preoccupata dichiarazione del Procuratore di Pesaro, Dott. Manfredi Palumbo, riferita al territorio della Provincia di Pesaro/Urbino: "Qui c’è la camorra, la mafia, le cosche calabresi e anche una criminalità organizzata marchigiana. Ma non mettiamoci a piangere. Li sappiamo fronteggiare a dovere. Per ora";

- che l’ANBSC (Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, istituita con D.L. 4 del 4 febbraio 2010 convertito in
L. 50 il 31 marzo 2010 e posta sotto la vigilanza del Ministero dell’Interno) indica, al 1 luglio 2011, la presenza nel territorio della Provincia di Pesaro/Urbino di ben nove beni, tra immobili e aziende, sequestrati/confiscati alla criminalità organizzata, di cui uno nel territorio del Comune di Fano;


Visto

- che dal 1996 è attiva a livello nazionale “Avviso Pubblico”, un’Associazione nata con l’intento di collegare ed organizzare gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati;

- che nel 2011 l’Associazione “Avviso Pubblico” raccoglie e coordina le iniziative e le attività di circa 200 enti locali tra cui i Comuni di Ancona, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Genova, Brescia, Cuneo, Torino, Ivrea, Novara, Bari, Gela, Corleone, Empoli, Firenze, Pisa, Prato, Grosseto, Padova, Vicenza e le Province di Bologna, Modena, Ferrara, Potenza, Napoli, Reggio Calabria, Genova, Mantova, Torino, Brindisi, Caltanissetta, Firenze, Pisa, nonché le Regioni Liguria, Puglia e Toscana;

- che l’Associazione “Avviso Pubblico” ha tra le proprie finalità: diffondere i valori e la cultura della legalità e della democrazia attraverso l'impegno concreto degli enti che vi aderiscono; attivarsi nelle varie forme possibili nell'azione di contrasto alla criminalità e alle diverse forme di illegalità; mettere in rete gli enti locali e territoriali d'Italia per favorire lo scambio di esperienze ed informazioni socioculturali per contribuire alla crescita del singolo e delle comunità di cittadini; promuovere iniziative dirette allo studio di procedure che consentano agli enti di agire in perfetta trasparenza;

- che l’Associazione “Avviso Pubblico” offre agli enti locali aderenti servizi in merito a: organizzazione di seminari, incontri, rassegne, convegni, cineforum, corsi di formazione rivolti ai cittadini o specifici per categorie, corsi di orientamento e/o formazione professionale, che qualora fossero finanziati con risorse pubbliche, comunque attinente, saranno realizzate senza fine di lucro; disponibilità concreta di libri, pubblicazioni, periodici, banche dati, leggi statali, periodici relativi ad argomenti che possano contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio; promozione di scambi culturali e professionali tra dipendenti o servizi dei vari enti per uno sviluppo uniforme e coordinato degli assetti territoriali; promozione dello scambio tra culture geograficamente lontane mediante forme di gemellaggi e sostegni tra enti locali e territoriali omologhi oppure tra organi e servizi dei territori di competenza degli enti aderenti.


Impegna

- il Comune di Fano a presentare formale richiesta di adesione all’Associazione “Avviso Pubblico – Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”, espletando i necessari provvedimenti amministrativi, legali e finanziari connessi.


Fano, 22 Agosto 2011

Samuele Mascarin
Consigliere comunale Sinistra Unita

mercoledì 1 dicembre 2010

MOZIONE PER LA PROMOZIONE DELLA PREVENZIONE DELL’AIDS TRA I GIOVANI


Premesso che

- il 1 dicembre è la Giornata mondiale contro l’AIDS, una ricorrenza istituita per la prima volta nel 1988 dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per tenere viva l’attenzione pubblica sui progressi per la lotta contro questa epidemia;

Considerato che

- secondo le stime effettuate dall’Istituto Superiore della Sanità (Centro Operativo AIDS) sulla base dei dati disponibili in Italia sono attualmente presenti 170.000-180.000 persone HIV positive - di cui circa 22.000 in Aids - e che un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto;

- le infezioni sessualmente trasmissibili (sifilide, gonorrea, clamidia, Hiv) fra giovani in Italia è in netto aumento;

- le donne sono più a rischio di contrarre il virus HIV che provoca l’AIDS, poiché le ragazze generalmente subiscono i comportamenti a rischio dei loro partner;

- la cultura della prevenzione è troppo spesso ostacolata da pregiudizi e ignoranza e che oggi, soprattutto tra le giovani generazioni, stiamo assistendo ad un pericoloso abbassamento di attenzione nei confronti dell’AIDS;

- manca un’informazione mirata e che oltre alla “Luce sui Diritti”, slogan della giornata mondiale contro l’AIDS, occorre fare luce su un’informazione più diffusa, puntuale, coraggiosa e libera;

Impegna

- il Comune di Fano, attraverso l’Assessorato alle Politiche Giovanili, a promuovere – preferibilmente in collaborazione con la rete dei Consultori pubblici, con le strutture sanitarie pubbliche, con le associazioni che a livello nazionale e locale si occupano di lotta all’AIDS, con gli istituti d’istruzione secondaria del territorio – un ciclo di incontri informativi con esperti qualificati rivolti ai giovani ei giovanissimi al fine di accrescere la cultura della prevenzione, fornire informazioni corrette tali da responsabilizzare gli adolescenti a vivere una sessualità sicura modificando eventuali comportamenti a rischio nell’ottica della difesa della propria e altrui salute, accrescere la cultura della solidarietà e della difesa dei diritti, creare uno spazio di discussione e confronto che permetta ai ragazzi una maggiore spontaneità e che dia la possibilità di chiarire dubbi ed esprimere le soggettive perplessità rispetto alla sessualità e al rischio di contagio da HIV e altre IST (infezioni sessualmente trasmesse).

Fano, 1 dicembre 2010

Samuele Mascarin

Consigliere comunale Sinistra Unita

venerdì 19 febbraio 2010

MOZIONE PER IL CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA DI FANO A BEPPINO ENGLARO

Il Consiglio comunale di Fano

Considerato che

- la scelta di Beppino Englaro di far rispettare la volontà di fine vita della figlia Eluana vittima di un tragico incidente che l’aveva costretta allo stato vegetativo da 17 anni, è stata decisione umanamente difficile e dolorosa;

- Beppino Englaro ha fatto della propria dolorosa storia personale una battaglia in difesa della legalità, della laicità, dell’umanità, della civiltà e che tale battaglia rappresenta anche il rispetto e la tutela delle istituzioni e degli atti da queste emanate;

- la battaglia di Beppino Englaro per affermare i diritti dei cittadini a poter disporre di se stessi, della propria autonomia e della propria libertà rappresenta un insegnamento di grande integrità morale e di coraggio umano e civile;

Ricordato che

- la richiesta di sospensione della nutrizione e dell’idratazione artificiale formulata da Beppino Englaro è stata accolta dalla Suprema Corte e pertanto ritenuta legittima;

Visto che

- nel clamore e nella tragedia umana di Eluana Englaro e della sua famiglia, dopo anni di stasi, il Parlamento ha accelerato i tempi per arrivare ad una legge sul tema del testamento biologico;

Ritenuto che

- la città di Fano attraverso un atto simbolico quale quello del conferimento della cittadinanza onoraria possa sostenere con forza l’art. 32 della Costituzione per cui la “legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”

Visto

- il sostegno di Premi Nobel e di numerosi personalità del mondo della scienza e della cultura alla battaglia di Beppino Englaro anche in favore di una legge sul testamento biologico che confermi il diritto alla salute, ma che rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere;

Delibera

- di conferire per i motivi suddetti, la Cittadinanza Onoraria di Fano a Beppino Englaro, quale esempio di integrità morale e di coraggio umano e civile, in difesa della legalità, di rispetto e tutela delle Istituzioni e della laicità dello Stato.

Fano, 11 febbraio 2010

Samuele Mascarin / Consigliere comunale Sinistra Unita

martedì 26 gennaio 2010

MOZIONE PER L’INTITOLAZIONE DI UNA VIA O DI UNA PIAZZA CITTADINA A MAREK EDELMAN

Il Consiglio comunale di Fano

Ricordato che

- quest’anno ricorre il 65° anniversario della Liberazione dell’Italia e dell’Europa dal nazismo e dal fascismo;

- il 27 gennaio 1945 veniva liberato il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, in cui a partire dal 1940 i nazisti trucidarono tra il 1.300.000 e il 1.500.000 deportati, in larga maggioranza ebrei;

- nei campi di concentramento e di sterminio nazisti trovarono la morte milioni di ragazze e ragazzi, donne e uomini di origine ebraica nonché Rom, Testimoni di Geova, omosessuali, disabili, antifascisti, prigionieri di guerra;

- gran parte delle vittime ebraiche prima di essere deportata nei campi di sterminio era stata, soprattutto nell’Europa centrale e orientale, precedentemente raccolta e rinchiusa in ghetti;

- tra il 1939 e il 1943 nel Ghetto di Varsavia furono concentrate - in condizioni bestiali - circa 400.000 persone;

- nella seconda metà del 1942 iniziò la deportazione verso i campi di sterminio della popolazione del Ghetto di Varsavia, che nel gennaio 1943 risultava ammontare a meno di 60.000 persone;

- il 18 gennaio 1943 la resistenza ebraica raccolta nella ZOB ((Zydowska Organizacja Bojowa, Organizzazione ebraica di combattimento) per la prima volta si oppose in armi alla deportazione degli ultimi sopravvissuti del Ghetto di Varsavia avviata quel giorno da reparti delle SS;

- dal 18 aprile all’8 maggio 1943 poche centinaia di donne e uomini, male armati e senza alcun rifornimento, diedero vita alla cosiddetta “Rivolta del Ghetto di Varsavia”, opponendo una strenua resistenza alle soverchianti forze militari naziste nonostante il Ghetto fosse ormai ridotto in macerie, guidati da Marek Edelman - esponente dell’Allgemeiner Jidischer Arbeiter-Bund (Partito unito dei lavoratori ebraici) - e da Mordechai Anielewicz – esponente del Ha-Shomer ha-Tsa'ir (Movimento sionista socialista) - il quale infine si suicidò per non cadere in mano ai nazisti;

- Marek Edelman riuscì a sfuggire alla cattura da parte dei nazisti guidando uno sparuto gruppo di combattenti fuori dal Ghetto e l’anno successivo, dal 1 agosto al 2 ottobre 1944, partecipò attivamente all’insurrezione della città di Varsavia contro gli occupanti nazisti;

- dal secondo dopoguerra in poi Marek Edelman ha rappresentato un punto di riferimento morale non solo per i democratici e gli antifascisti di tutta Europa ma anche per una significativa parte della società polacca divenendo una figura di primo piano dell’opposizione democratica al regime della Repubblica Popolare della Polonia, impegnandosi prima nel KOR (Komitet Obrony Robotników , Comitato di Difesa degli Operai) e poi in Solidarnosc, venendo per questo piu’ volte arrestato;

- l’impegno di Marek Edelman a favore della libertà, della democrazia e del rispetto della dignità umana sono proseguiti negli anni e celebre rimane l’impresa del convoglio di aiuti umanitari da lui guidato nel 1993 fino alla città assediata di Sarajevo;

- Marek Edelman è stato un eccezionale e appassionato testimone degli orrori della Shoah, un autorevole rappresentante della cultura ebraica e una delle piu’ stimate figure della Resistenza europea;

Delibera

- di intitolare una via o una piazza cittadina alla figura di Marek Edelman, comandante della “Rivolta del Ghetto di Varsavia”.

Fano, 26 gennaio 2010

Samuele Mascarin / Consigliere comunale Sinistra Unita

mercoledì 20 gennaio 2010

MOZIONE DI SFIDUCIA

Il Consiglio comunale di Fano

Nel esprimere

- piena e convinta solidarietà ai commercianti fanesi che il 5 gennaio 2010 sono stati vittime di rapina;

Considerato che

- in data 9 gennaio 2010 alcuni organi di informazione locale hanno riportato la seguente affermazione dell’Assessore Simone Antognozzi: “Ma dotiamo questi poveri commercianti, farmacisti, bancari, tabaccai..di una bella e robusta mazza da baseball; un idiota con un taglierino non fa paura se in mano hai una mazza di quel tipo..e poi... dai..divertiti....rompigli la testa..così impara quel bastardo…”;

- nei giorni successivi l’Assessore Antognozzi non ha smentito tale affermazione, ma anzi è intervenuto pubblicamente giustificandone il senso e la ragione;

- tali affermazioni sono sconcertanti, soprattutto considerato il ruolo istituzionale di chi le ha pronunciate;

- in una città che è stata teatro negli ultimi anni di diversi episodi di teppismo e violenza di matrice politica è a maggior ragione inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni si esprima come ha fatto l’Assessore Antognozzi;

Ritiene

- necessario stigmatizzare e censurare le gravi affermazioni

Richiede

- le immediate dimissioni dell’Assessore Antognozzi


Samuele Mascarin - SU

Francesco Aiudi - PD

Oretta Ciancamerla - PD

Daniele Sanchioni - PD

Francesco Torriani - PD


sabato 21 novembre 2009

RICHIESTA ISTITUZIONE COMMISSIONE SPECIALE DI INDAGINE

Al Presidente del Consiglio Comunale di Fano

I sottoscritti consiglieri comunali, ai sensi dell’art. 24 del Regolamento del Consiglio Comunale, chiedono l’istituzione di una commissione speciale di indagine sulle dichiarazioni dell’ex Segretario Generale del Comune di Fano dott. Giorgio Cigna.

La commissione dovrebbe chiarire i seguenti punti:

- se sia vero quanto affermato dal dott. Cigna nella sua lettera del 23/9/2009 prot. P.G. n. 69969/09 nella quale afferma che nella riunione di Giunta del 25/8/2009 era stata assunta la decisione di confermare lo stesso nella funzione di Segretario Generale;

- se sia vero quanto affermato nella medesima succitata lettera in ordine al fatto che il Sindaco, in data 27/8/2009, avrebbe confermato la volontà di continuare il rapporto col dott. Cigna, circostanza affermata anche dal segretario regionale della Lega Nord Luca Paolini con una dichiarazione riportata dal Corriere Adriatico del 23/9/2009;

- quali sono stati gli elementi che hanno fatto venir meno il rapporto di fiducia col dott. Cigna, tenuto conto che nei 5 anni di collaborazione con l’amministrazione comunale non erano emersi motivi di contrasto e non è usuale cambiare il segretario generale dopo un solo mandato amministrativo;

- a cosa si riferissero le dichiarazioni del dott. Cigna, apparse su diversi organi di stampa ed in particolare sul Corriere Adriatico del 24/9/2009, nelle quali lo stesso afferma che “Sono arrivato ad arrampicarmi sugli specchi sul piano legale per giustificare certi atti comunali”;

- quale sia il contenuto delle due lettere riservate al Sindaco, di cui lo stesso dott. Cigna fa menzione nelle succitate dichiarazioni al Corriere Adriatico del 24/9/2009.

Samuele Mascarin SINISTRA UNITA

Carlo De Marchi FANO 5 STELLE

Luciano Benini BENE COMUNE

Rosetta Fulvi PARTITO DEMOCRATICO

Oretta Ciancamerla PARTITO DEMOCRATICO

giovedì 22 ottobre 2009

MOZIONE PER L’ISTITUZIONE DI UN OSSERVATORIO CONTRO L’OMOFOBIA

Il Consiglio comunale di Fano


Premesso che

- Il principio generale di non discriminazione ha valore universale, riguarda ogni persona e, come tale, è affermato nelle norme di diritto internazionale fin dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948;

- la Costituzione della Repubblica Italiana all'art.3, comma 2, annovera tra i propri compiti la rimozione di tutti quegli ostacoli che limitando la libertà e l'uguaglianza impediscono la partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese;

- la Raccomandazione n. 1117/89 del Parlamento Europeo invita il Consiglio europeo e gli Stati membri a tutelare i diritti delle persone transessuali e a superare ogni forma di discriminazione;

- il Parlamento europeo nella risoluzione dell'8 febbraio 1994, e in diversi atti successivi, invita gli stati membri a rimuovere ogni forma di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale ed ad intraprendere campagne ed iniziative contro le forme di discriminazione menzionate;


Considerato che

- in Italia sopravvivono ostacoli che incidono sulle condizioni di esercizio dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;

- la motivazione della condizione delle persone aggredite per il loro orientamento sessuale o identità di genere configura l’aggressione nella categoria dei cosiddetti “crimini d’odio” (hate crimes), azioni criminali intese a danneggiare o intimidire persone a causa della loro razza, appartenenza etnica, orientamento sessuale, identità di genere o di altra condizione di gruppo minoritario;


Si ritiene

- necessario avviare un Osservatorio per il superamento delle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali;

- che tale Osservatorio sarà mirato ad individuare bisogni e a progettare interventi sul piano sociale e su quello culturale, con l’obiettivo della realizzazione di un clima sociale fondato sul rispetto e sull’inclusione;


Considerato inoltre che

- l’Osservatorio assolverà la propria funzione agendo nei seguenti campi:

a) costituire una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all'estero per la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;

b) diffondere e mettere a disposizione dei cittadini le informazioni raccolte anche attraverso la creazione di pagine web sul sito del Comune;

c) valorizzare la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle biblioteche comunali proponendo l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale;

d) promuovere iniziative culturali (dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre) finalizzate a favorire il dialogo fra le differenze;

e) collaborare con le associazioni presenti sul territorio per sviluppare iniziative comuni;

f) partecipare alle attività della “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere”;


Invita

il Parlamento italiano ad estendere anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere le tutele previste dalla legge 205 del 1993, detta “Legge Mancino”, nei confronti di atti di “discriminazione, odio o violenza per motivi razziali etnici, nazionali o religiosi”.


Impegna la Giunta

- ad istituire un “Osservatorio per il superamento delle discriminazioni delle persone omosessuali e transessuali”;

- ad assumere i provvedimenti necessari all'attuazione operativa del progetto mediante l’individuazione tra il personale dipendente di quello più idoneo, anche attraverso un eventuale ampliamento del settore, e la determinazione degli impegni di spesa che si renderanno necessari per lo svolgimento dell’Osservatorio.


Fano, 22 ottobre 2009

Samuele Mascarin / Consigliere comunale di Sinistra Unita

giovedì 15 ottobre 2009

MOZIONE PER L’ISTITUZIONE DI UN REGISTRO COMUNALE PER LA RACCOLTA E LA CONSERVAZIONE DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO SANITARIO

Il Consiglio comunale di Fano


Premesso che:

- l’articolo 32, comma 2, della Costituzione stabilisce che la legge in nessun caso può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, cosicché neanche il Parlamento all’unanimità potrebbe imporre a qualcuno qualcosa che violi il rispetto della sua persona;

- l’articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea stabilisce che ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica;

- l’articolo 1 della legge n. 180 del 1978 stabilisce che i trattamenti sanitari qualora obbligatori possono essere disposti solo nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione;

- nel caso del diritto alla salute o di altri diritti essenziali di pari rango a causa del loro carattere essenziale di inerenza alla persona che essi rivestono, la rilevanza centrale del principio di autodeterminazione vale a qualificarli come veri e proprio diritti di libertà. Ne discende che ogni soggetto leso nella sua integrità psico-fisica non ha solo il diritto di essere curato, ma vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi o quale rifiutare;

- ogni individuo ha il diritto di rifiutare e non essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, essendo questo diritto fondato sulla disponibilità del bene salute da parte del diretto interessato e sfocia nel suo consenso informato ad una determinata prestazione sanitaria;

- la Corte costituzionale, nella sentenza numero 438 del 2008, ha affermato che il diritto del paziente al consenso informato è sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello alla salute e quello all’autodeterminazione, al fine di garantire la libera e consapevole scelta da parte del paziente e, contestualmente, la sua stessa libertà personale, conformemente all'art. 32, comma 2, della Costituzione;

- la Corte di Cassazione, nella sentenza numero 21748 del 2007, ha stabilito che alimentazione ed idratazione sono senza dubbio trattamenti medici e, quindi, come tali rinunciabili;

- i pazienti che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare non devono, in ogni caso, essere discriminati rispetto ai pazienti in grado di esprimere il proprio consenso pertanto, qualora sia possibile ricostruire la loro volontà espressa quando ancora erano in grado di farlo, questa deve essere rispettata al fine di evitare nei loro confronti la pratica di determinate cure mediche che essi rifiutano;

- il TAR per il Lazio, nella sentenza numero 8650 del 2009, ha confermato che l’imposizione di un trattamento sanitario sempre e comunque anche nell’ipotesi di accertata volontà contraria del paziente viola la dignità umana che, ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione italiana e dell’articolo 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, è inviolabile e deve essere rispetta e tutelata;

Considerato che:

- non esiste nell’ordinamento italiano un vuoto normativo relativo al diritto della persona di indicare i trattamenti sanitari ai quali voglia essere sottoposto e quelli che invece rifiuti, in quanto inerendo il rifiuto di cura ai diritti fondamentali della persona, come quello all’autodeterminazione, non c’è bisogno di riaffermarlo con una legge;

- il potere politico e quello legislativo non possono operare in modo tale da sostituire le proprie decisioni alle decisioni libere e consapevoli dell’interessato, mentre devono intervenire al fine di favorire e assicurare il rispetto di tali libere decisioni;

Considerato inoltre che:

- la legge stabilisce che la funzione di certezza circa la provenienza di dichiarazioni private può essere assicurata da pubblici ufficiali cui è affidato il potere di autenticare legalmente la sottoscrizione altrui previo accertamento dell’identità del dichiarante;

- tale funzione può essere svolta anche presso gli uffici municipali;

Tutto ciò premesso,

chiede

alla Giunta comunale e al Sindaco di disporre la raccolta e la conservazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, definite comunemente “direttive anticipate”, “testamento di vita” o “testamento biologico”, nel rispetto dei seguenti criteri:

1) i funzionari comunali competenti possono autenticare la sottoscrizione di dichiarazioni relative a un testamento di vita o biologico o a disposizione anticipate di trattamento sottoscritte dal disponente che sia residente nel comune;

2) qualora la dichiarazione contenga l’indicazione di un incaricato, in qualità di delegato, a manifestare ai medici curanti l’esistenza di tale testamento, l’incaricato appone la propria firma per conoscenza e accettazione, autenticata anch’essa dal funzionario comunale;

3) una copia di ciascuna dichiarazione ricevuta è conservata presso un ufficio comunale. Le copie dovranno essere ordinate per numero progressivo su base annuale e sulla base della data di autenticazione delle sottoscrizioni, oppure in base ad altri criteri che siano idonei ad assicurarne l’ordinata raccolta, conservazione e la facile reperibilità;

4) predisponga uno schema uniforme di atto nel quale il dichiarante possa esprimere le proprie dichiarazioni anticipate di trattamento;

5) adotti ogni provvedimento necessario ad assicurare il rispetto del decreto legislativo numero 196 del 2003, Codice in materia di protezione dei dati personali;

6) disciplini ogni altro aspetto necessario per la migliore attuazione di quanto disposto nella presente mozione.


Fano, 15 ottobre 2009


Samuele Mascarin Consigliere comunale di Sinistra Unita