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domenica 20 giugno 2010

RICCIATTI (SINISTRA UNITA): DOPO L’INCENDIO DOLOSO DOVEVA TORNARE / CORRIERE ADRIATICO


Fano - “Ma Aguzzi non era il sindaco di tutti?”. E’ quanto chiede Lara Riciatti di sinistra unita. “Quello che è successo in città nell’ultima settimana non è certo normale routine. L’incendio al Pesce Azzurro è stato un gravissimo atto criminale che colpisce una realtà che da oltre 70 anni rappresenta una delle più importanti esperienze cooperative del territorio. Dinnanzi ad un avvenimento di una gravità assoluta, il sindaco di Fano, il primo cittadino che si vanta di essere “Stefano, l’amico di tutti”, se ne sta a caccia in Argentina. Un amministratore responsabile sarebbe immediatamente rientrato al suo posto di lavoro. Se a questo poi aggiungiamo un altro episodio come la consegna in Municipio delle chiavi dei negozi del centro storico organizzata come forma di protesta da Confcommercio e Confesercenti contro la variante dell’ex zuccherificio, crediamo che l’assenza del sindaco per la sua passione venatoria risulti del tutto fuori luogo. Se a questo poi volessimo aggiungere che il sindaco in questi giorni è in vacanza proprio con un socio del “cartello” che chiede la variante all’ex zuccherificio, capiamo che il tutto sembrerebbe anche ridicolo”.

(Articolo tratto dal “Corriere Adriatico”, 20 giugno 2010)

domenica 18 aprile 2010

REGISTRO COMUNALE DEL TESTAMENTO BIOLOGICO E CITTADINANZA ONORARIA A BEPPINO ENGLARO: DUE PROPOSTE IN NOME DELLA CIVILTA’ E DELLA E LIBERTA’.


A poco piu' di un anno dalla morte di Eluana Englaro, il tema del testamento biologico e della necessità di una legge che lo disciplini rimane drammaticamente attuale e restano indefiniti i termini attraverso cui riuscire a ottenere il pieno rispetto delle proprie volontà in materie così delicate. Pensiamo quindi che le amministrazioni debbano farsi carico di garantire i diritti, le libertà e le volontà dei cittadini. Questi, a loro volta devono poter confidare in istituzioni libere e laiche, che possano tutelare le scelte di ciascuno.

La vita infatti è di chi la vive, non dello Stato. Sul confine tra la vita e la morte, la scelta di proseguire o meno cure dolorose e senza speranza deve restare responsabilità di ogni singola persona. La libertà personale, in questa sfera, è tra le più preziose e nessuno può costringerci a rinunciarvi. La Costituzione italiana a questo proposito è chiara: tutti hanno diritto alle cure ma nessuno può essere obbligato a curarsi contro la propria volontà (in tal proposito la stessa la Corte di Cassazione, nella sentenza numero 21748 del 2007, ha stabilito che alimentazione ed idratazione sono senza dubbio trattamenti medici e, quindi, come tali rinunciabili). Le persone, in tutti i paesi civili possono decidere e lasciare scritto fino a che punto vogliono essere curate e dove invece sarebbe solo un’inutile sofferenza in più.

In questo senso la straordinaria testimonianza umana e civile incarnata da Beppino Englaro si incrocia - non a caso - con una battaglia comune a difesa della Costituzione Repubblicana, violata a suo tempo da un tentativo brutale e cinico di utilizzare un dramma umano per affermare una concezione autoritaria del potere che richiama l’ambiguo concetto di “Stato etico”.

Per questo come Sinistra Unita abbiamo ritenuto utile presentare e proporre al Consiglio comunale di Fano due diversi ordini del giorno, tra loro tuttavia collegati: il primo per far sì che il Comune di Fano istituisca – come hanno già fatto e stanno facendo tanti altri Comuni italiani – un registro comunale per la raccolta e la conservazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (il cosiddetto “testamento biologico”); una seconda per riconoscere la cittadinanza onoraria della nostra città a Beppino Englaro, in considerazione della battaglia di civiltà e di legalità sostenuta con forza e dignità non solo per sua figlia ma per tutte e tutti noi. (Il testo di entrambe le mozioni è consultabile su www.sinistraunitafano.blogspot.com)

Ci auguriamo che su tutti e due i testi sia possibile trovare un’ampia convergenza al momento del voto in Consiglio comunale, poiché pensiamo – non a torto, speriamo – che questa doppia proposta possa incontrare anche nell’ambito politico-amministrativo quel consenso diffuso e trasversale che è facilmente riscontrabile nella società. Certo, gli attacchi strumentali - a volte anche beceri - che in queste settimane ci sono stati rivolti proprio per aver avanzato queste due proposte fanno intravedere una serie di rischi concreti rispetto all’approvazione in sede politica tanto del primo quanto del secondo documento. Tuttavia non abbiamo intenzione di rinunciare a questa battaglia di civiltà e di libertà, che abbiamo iniziato e che continueremo con determinazione. Anche da soli se necessario, perché questa battaglia va combattuta e qualcuno deve combatterla.


di Samuele Mascarin/ Capogruppo Sinistra Unita

(Articolo tratto da "Fano Stampa", Aprile 2010)

giovedì 24 settembre 2009

MASCARIN (SINISTRA UNITA): SU CARIGNANO POSTI INTERROGATIVI A CUI NESSUNO VUOLE RISPONDERE

Alla luce delle ormai numerose critiche rivolteci dal Sindaco Aguzzi e dall’Assessore Falcioni in merito alla questione delle Terme di Carignano, crediamo sia utile e opportuno fare alcune brevi puntualizzazioni. Sinistra Unita ha presentato nel mese di agosto alcune osservazioni all’Accordo di programma stipulato tra Provincia, Comune di Pesaro, Comune di Fano e Società Terme di Carignano riguardanti la tutela dell’ambiente agricolo e del paesaggio di grande valore della zona di Carignano, la tutela del commercio di tutto il comprensorio fanese, la tutela degli interessi pubblici non garantita nelle cosiddette opere di urbanizzazione secondaria (campi sportivi, palestra,chiesa, ecc.) e infine l’esigenza di un rapporto ambientale (VAS) che misuri il reale impatto dell’intervento evitando il rischio di una cementificazione indiscriminata dell’intera area in questione.

Ora, è evidente da parte di alcuni il tentativo – anche volgare - di mistificare queste osservazioni, liquidandole come “i bastoni tra le ruote” messe dalla solita sinistra “che sa dire solo no”...

Non è così: noi crediamo fortemente nella valorizzazione delle Terme di Carignano e siamo anche favorevoli alla previsione di strutture - sia commerciali che alberghiere - in grado di ottimizzare l’indotto turistico legato alle attività termali. Tuttavia nel progetto di fattibilità riferito alla Terme di Carignano riscontriamo alcune ombre, sulle quali crediamo sia legittimo chiedere e ottenere la legittima chiarezza. Ad esempio non ci pare opportuno che nell’Accordo il Comune di Fano e la Provincia mettano in gioco consistenti di aree di loro proprietà senza che siano ben definiti e regolati i rapporti fra i soggetti pubblici e privati sottoscrittori dell’ Accordo stesso: in particolare non ci convince che nell’accordo, in merito alle opere pubbliche da realizzare - per le quali è assegnata una SUL di 5.200 mq solo per attrezzature per lo sport e 2.313 mq di SUL per attrezzature ricreative - non venga definito, neppure in linea di massima, chi dovrebbe realizzarle, con quali risorse e secondo quali tempi. A fronte di questo si prevedono addirittura 5.000 mq di residenze private! In altre parole, non è che corriamo il rischio di vedere prima gli appartamenti e poi alla fine, forse, le Terme?

Non solo: riteniamo che i 3.940 mq di SUL destinati al commercio di vicinato siano più che sufficienti a soddisfare l’offerta di negozi per tutti gli eventuali tipi di acquisti dei futuri utenti del centro termale e crediamo sia invece impropria la presenza di strutture commerciali superiori ai 250 mq, ovvero grandi centri commerciali.

Insomma, vediamo il rischio che con l’alibi delle Terme si vada a costruire un nuovo grande quartiere nella nostra città, oltretutto in variante al PRG appena adottato.

E allora, perché non prendere in considerazione la possibilità di alcune correzioni, che garantirebbero l’ambiente e la stessa qualità della vita a Carignano, senza pregiudicare lo sviluppo e la valorizzazione delle Terme? E’ così difficile rispondere ai nostri interrogativi? Perché tanto imbarazzo e tanta chiusura a qualunque tipo di confronto su questo progetto?

venerdì 17 luglio 2009

RIPARTIAMO DA SINISTRA UNITA *

Sul finire dell’ultima legislatura ci siamo ritrovati in modo del tutto imprevisto sui banchi del Consiglio Comunale all’interno del Gruppo Misto. Nell’attuale legislatura invece, partecipiamo alla civica assise con la legittimazione politica, oltre che elettorale, del voto di circa 1200 cittadine e cittadini che hanno voluto dare la propria fiducia a un progetto originale, quale è quello di Sinistra Unita. 1200 fanesi che, in tempi difficili per la politica in generale e per le forze progressiste in particolare, hanno voluto scommettere - e investire la propria fiducia – sul progetto politico che, in questi ultimi anni, ha visto buona parte della sinistra fanese – Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo – avviare e portare a sintesi un proficuo confronto con molteplici soggetti sociali, associativi, di movimento. Grazie a questo disinteressato e generoso impegno collettivo oggi, dopo cinque anni di assenza, la voce della sinistra torna a pieno titolo ad esprimersi e a chiedere ascolto in questo Consiglio comunale.Certo, ci eravamo impegnati anche per un altro importante obiettivo: quello di riportare le forze laiche e progressiste alla guida della nostra città. Un obiettivo questo, purtroppo, mancato. Tuttavia non siamo né tra coloro che pensano che la sinistra debba stare ad ogni costo al governo né tra quanti pensano che essa debba stare ad ogni costo all’opposizione. Al contrario siamo tra coloro che ritengono , molto piu’ semplicemente, che la sinistra debba stare dove decidono gli elettori. E gli elettori fanesi hanno dato poche settimane fa una inequivocabile preferenza alla coalizione di centrodestra. Ma al tempo stesso una parte significativa e non trascurabile di altri elettori fanesi ha invece dato il suo sostegno alla lista unitaria della sinistra, che da oggi ha la responsabilità di rappresentare in questa assemblea quelle cittadine e quei cittadini che hanno risposto al suo appello.Una sinistra che non ha nessuna intenzione di rimanere imprigionata in recinti ideologici dove la politica è solo testimonianza minoritaria, ma che è invece determinata a rimettere il “noi” al posto dell’”io” e che è disposta a distinguersi per i comportamenti tanto quanto per i programmi. Insomma una sinistra che ha l’ambizione di proporre un’opposizione nè cieca nè pregiudiziale, ma – questo sì – seria, rigorosa, limpida e soprattutto senza sconti. Con la consapevolezza che gli elettori hanno dato ad ognuno di noi mandati chiari e differenti e che scorciatoie e accomodamenti posticci – almeno per quanto riguarda Sinistra Unita – non potranno esserci, né oggi né nei prossimi cinque anni.Una diversa gestione del territorio e della mobilità, acqua pubblica, risparmio energetico e salvaguardia dell’ambiente come volano di una diversa economia. Sostegno al mondo del lavoro, protezione sociale per i lavoratori colpiti dalla crisi. Un’amministrazione decentrata e trasparente, dove la partecipazione popolare sia un valore e non un impiccio. Una città aperta, solidale, laica, inclusiva in cui nessuno sia lasciato solo. Insomma, un impegno individuale e collettivo, il nostro, per una città diversa in quanto migliore e migliorabile che continuerà con passione e determinazione a contraddistinguerci.Una voce, individuale e collettiva, la nostra, che continuerà ad alzarsi con consapevolezza e orgoglio nell’assise comunale per i prossimi cinque anni.

* di Samuele Mascarin / Capogruppo Sinistra Unita (articolo per "Fano Stampa", agosto 2009)